PIERO DELLA FRANCESCA. LE PROSPETTIVE DELL'ANIMA

29 marzo 2016   00:00  

“Molti dipictori biasimano la prospectiva perché non intendono la forza delle linee e degli angoli che da essa se producano, con li quali commensuramente ogni contorno e lineamento se descrive, perho me pare de dovere mostrare quanto questa scientia sia necesaria alla pictura.” (Piero della Francesca, De prospectiva pingendi, 1474 ca.)



Serata al Club dedicata tutta ad uno dei più grandi pittori italiani del Quattrocento, Piero della Francesca, al quale Pierluigi Moressa ha dedicato una pubblicazione edita da Walter Raffaelli dal titolo ‘Piero della Francesca. Prospettive dell’anima’.

"Teorico della prospettiva, tanto cara al suo pennello".

E’ opinione diffusa che il pittore nato a Borgo San Sepolcro sia un maestro della pittura spaziosa, monumentale e impassibilmente razionale, uno dei grandi del Rinascimento, quando arte e scienza furono unite da vincoli profondi.

Uno sperimentatore, Piero, maestro dell'affresco e profondamente interessato all'applicazione del rigore matematico. Un pittore a lungo dimenticato fino a quando i ‘pre-raffaelliti’ non tornarono a guardare e ad apprezzare le sue opere, valorizzate ulteriormente dagli studi novecenteschi.
Di lui a Rimini ben conosciamo l'affresco raffigurante Sigismondo Pandolfo Malatesta in adorazione di San Sigismondo all'interno del Tempio Malatestiano di Rimini.

Nel corso della serata Pierluigi Moressa ci ha condotti per mano verso la conoscenza delle opere più conosciute di Piero della Francesca, facendo risaltare quel rigore che è delle linee e dei contenuti.

Non poteva mancare un accenno alla mostra attualmente in corso ai Musei San Domenico di Forlì. ‘Indagine su un mito’, che per Moressa forse era meglio intitolare ‘Influenza di un mito’ perché intorno ad alcuni dipinti di Piero della Francesca figurano in realtà opere di artisti del Rinascimento che consentono di definirne la formazione e poi il ruolo sulla pittura successiva.

 

MULTI-ROTARY - Distretto 2072