MAURIZIO CHELI ASTRONAUTA. TUTTO IN UN ISTANTE

23 marzo 2016   00:00  

Cinquantasei anni magnificamente portati, snello, media statura, dotato di un sano senso dell’umorismo “sono passato da un aeroplano che sembrava un razzo a un razzo che sembrava un aeroplano”; “Sono di Zocca come Vasco Rossi un paese, evidentemente, che, come nella sua canzone ‘va al massimo).

Maurizio Cheli, primo pilota spaziale italiano, è stato finalmente catturato dal collega Marco Alessandrini per la gioia dei numerosissimi partecipanti alla riunione. Definendo pazzesca (“perché la parola eccezionale non rende abbastanza l’idea”) la carriera dell’amico di sempre, Marco non ha davvero esagerato. Anzi si può dire che ripercorrere il ‘cursus honorum’ di questo prestigioso personaggio, ha rappresentato uno dei momenti più entusiasmanti della serata. Laureato in scienze Aeronautiche all’Accademia di Pozzuoli, in Ingegneria Aerospaziale all’Università di Houston e in Scienze Politiche all’Università di Torino, Pilota operativo da ricognizione sul mitico F.124 G, pilota super selezionato anche come collaudatore di velivoli ad alta prestazione, Maurizio raggiunge l’apice della professione nel 1996 partecipando dopo un anno e mezzo di addestramento, alla missione speciale (16 giorni nello spazio) dello Shuttle Columbia, primo astronauta italiano, selezionato tra ben 6000 aspiranti assieme agli altri membri dell’equipaggio, tutti statunitensi. Rara avis, è proprio il caso di dire, considerato che fino a quel momento il cosmo era stato monopolio degli americani, dai quali gli spaziali europei venivano scherzosamente definiti ‘aliens’.

Nel 2005 il nostro Cheli diviene imprenditore, fondando una società che si occupa della progettazione di velivoli leggeri. E infine trova anche il tempo per scrivere un bel libro autobiografico: “Tutto in un istante” titolo divenuto anche il tema portante di una relazione che ha rappresentato soprattutto una lezione di vita, rivolta ai numerosi giovani presenti con il Rotaract alla serata. “Nella vita di ciascuno di noi vi sono momenti in cui si prendono decisioni che ne cambiano e ne modificano il corso. E tutto si riconduce al momento in cui si dice sì a una proposta, si appone una firma su un documento, si compie una azione decisiva. Sono l’istante o per meglio dire gli istanti in cui si decide di ‘mettersi in gioco’ e che poi determineranno il corso di tutta la nostra vita. Mettersi in discussione, accettare il rischio, anche di un fallimento, non dare mai la colpa alla sfortuna, ma capire che gli obiettivi si raggiungono solo lavorando duramente”.

Fino a quando il sogno diviene realtà, il lavoro di preparazione e di studio trova il proprio compimento e… si entra con Maurizio nella stretta cabina dello Shuttle, comprendendo cosa significhi far parte di un equipaggio, quali siano le doti di un leader ma anche l’interdipendenza e la fiducia reciproca che debbono regnare tra i membri di una missione. Scorrono sullo schermo immagini affascinanti dallo spazio profondo; ci rendiamo conto di come e perché l’assenza di peso sia diversa dall’assenza di gravità, provando la stessa sensazione di quando si sale rapidamente su un ascensore; dormiamo galleggiando comodamente come sull’acqua di una piscina senza necessità di cuscini o materassi; pedaliamo su una cyclette con la cupola dello shuttle rovesciato che ci permette di vedere la terra sotto di noi, dandoci la sensazione di fare il giro del mondo in 90 minuti; comprendiamo cosa significhi il momento in cui si deve centrare la giusta angolazione per il rientro e cosa significhi passare da cinque volte la velocità del suono a soli 300 Km l’ora, mentre il cielo nero torna azzurro…

E soprattutto, perché, quando la Terra la vedi da lassù, i luoghi amati sembrano non esistere più, mentre la nostra individualità si smarrisce nell’immenso mistero dell’Universo.

Grazie Maurizio.

 

Giuliano Bonizzato

MULTI-ROTARY - Distretto 2072