LA STORIA DI ANN E REKHA

09 marzo 2016   00:00  

Non per coraggio, ma per fede. Ann Pollack ha scosso l’8 marzo al Rotary, nella serata in interclub con Inner Wheel Rimini, portando la sua testimonianza di donna capace di rappresentare a quale traguardo umano può condurre la preghiera.
Ann è americana, si laurea col massimo dei voti, lavora in una banca d’affari, ha tutto per godersi una vita comoda e di soddisfazione.
 

Le capita di leggere dei libri su Madre Teresa e ciò la rende curiosa di conoscerla e di conoscere l’ambiente nel quale opera. La famiglia non la ostacola e la morte repentina del padre la convince quasi a dedicargli il viaggio.
Andrà in India più volte, conoscerà Madre Teresa e frequentando i luoghi della carità umana incontra Rekha, una bambina nata nel 1989 senza occhi, con un forte autismo e un altrettanto forte ritardo mentale.
Terminato il periodo di volontariato Ann torna a casa, ma poi ritorna in India ancora più volte perché la piccola Rekha le entra nel cuore. La morte di Madre Teresa accentua il legame, torna sempre più spesso perché intende trovare una sistemazione diversa a quella bambina.
 

Ogni rientro a casa accentua la sua voglia di trovare una soluzione, che elabora nel corso di un periodo di intensa preghiera. La decisione è di adottare Rekha, utilizzando la legge americana che le consente di farlo da single, superando qualche ostacolo burocratico che pare insormontabile e che invece si appiana dopo un altro periodo di intensa preghiera rivolta proprio a Madre Teresa di Calcutta.
 

Ann ieri sera ha raccontato i progressi di Rekha, le prime parole dette a 15 anni ed oggi, che ne ha 27, il suo vocabolario ne conta duecento grazie anche all’amorevole assistenza delle strutture della Lega del Filo d’Oro.
“Sono molto orgogliosa e felice di essere stata scelta per condurre questa vita di fianco a Rekha”.
E’ tutto qui il senso della serata. Niente pietismi, accuse a burocrazie o leggi complicate, non il racconto di una vita difficile di fianco ad una persona così gravemente limitata. Solo, per così dire, la testimonianza lucida e serena di una scelta per la vita. Che ha certamente aiutato Rekha a vivere una vita migliore, ma migliore è stata anche la vita di Ann.
 

E’ un caso eccezionale quello ascoltato ieri sera, che ha commosso tutti i presenti, ma è giusto anche ricordare che qui a due passi da noi, a Montetauro, nel silenzio (e spesso anche nel disinteresse) della comunità vive con sacrificio una realtà che l’amore per la vita ha deciso di testimoniarlo.
 

Infine, a colpire è stata la ‘leggerezza’ del racconto, reso ‘normale’ da una persona evidentemente dotata dello sguardo che sa cogliere l’essenza nella persona che incontria Ecco, Ann non ha nemmeno avuto bisogno di guardare Rekha negli occhi, perché nemmeno quelli aveva la piccola indiana. Le ha guardato direttamente il cuore.
 

MULTI-ROTARY - Distretto 2072