GLI OCCHI DI FELLINI

16 marzo 2021   21:15  
Riunione n° 19-1887 - Online Link di accesso
Relatori Rosita Copioli: scrittrice, giornalista.

Gli occhi di Fellini’ è un grande lavoro partito dallo studio della biblioteca di Federico Fellini, poi intrecciato coi suoi film. L’esito è una ricerca certosina e poi declinata con un taglio assai originale. Rosita Copioli svela nel libro l’interesse del Maestro per i libri, un aspetto poco indagato.

Com’erano gli occhi di Fellini? «Nessuno può sapere cosa sono stati gli occhi di Fellini». E’ l’incipit del libro in cui Rosita Copioli, poetessa, scrittrice, studiosa riminese e originaria di Riccione prova a dare degli occhi di Fellini per restituirne il quid unico, quell’insieme di mobilità, profondità, natura proteiforme che "ha colpito quasi tutti coloro che l’hanno conosciuto, che sono stati avvolti dalla loro aura". L’enigma e l’unicità di quegli occhi, è l’enigma e l’unicità dell’artista: l’inafferrabilità, in fondo, di ogni genio creatore.

‘Gli occhi di Fellini’ è un bellissimo titolo ed è potente l’immagine scelta per la copertina del libro edito da Vallecchi, che da qualche tempo il socio Alessandro Bacci sta sviluppando con nuovi progetti.

Un volume di oltre quattrocento pagine il cui nucleo originario è il saggio "Se penso ai libri di Corso Italia" che Rosita Copioli scrisse nel 2008.

Questo nuovo lavoro dedicato a Fellini è un percorso, film per film, alla ricerca di tracce e connessioni letterarie.

"Studiando e ricercando ho capito il modo di lavorare di Fellini, una preparazione che partiva da lontano".

Rosita Copioli ha messo a frutto un lavoro intenso, fatto di studi, ricerche, inseguimenti, visioni di film, filmati, video: "Ho isolato i fotogrammi dei film di Fellini dove ci potessero essere attinenze con la letteratura, di citazioni, libri, argomenti attinenti i libri e la letteratura, copertine di libri di Fellini, dediche, fotografie…".

"Ho conosciuto Federico Fellini nel 1989 in occasione di una anteprima per pochissimi del film La voce della luna, neppure ancora doppiato. Ero con Pietro Citati che scrisse la recensione. Però Fellini mi chiamò, incuriosito dal mio ruolo di poetessa e scrittrice riminese. Fellini amava tanto i libri perché la letteratura permette di creare nuovi mondi. Era un lettore onnivoro".

"Ogni suo film ripartiva verso un mondo sempre diverso e letto da personaggi coerenti. Ho cercato di far capire cosa pensasse dell’arte, una precisione che ai più è sconosciuta. Un artigiano. Sorprendente come inseriva i testi, commissionandoli con grande attenzione e pretesa".

"Fellini è un personaggio ben più complesso di quanto si immagina. Lo è lui, con la sua ironia, le sue contraddizioni. Morì consumato, non vecchio, a soli 73 anni e dopo una vita nella quale ha fatto tantissime cose".


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