GALANTERIA E CORTEGGIAMENTO: UNA QUESTIONE DI EDUCAZIONE.

14 settembre 2013   00:00  

 Rimini. Inverno di qualche anno fa. Tuta di pelle monopezzo, stivali, guanti, tutto in nero. La ragazza arriva con una Harley 1200 Custom. Ovviamente nera. Parcheggia la moto davanti al Bar che ospita il Club “Forza Bologna” ed entra col casco (nero) sotto il braccio, proprio durante l’intervallo della partita Iuventus-Bologna, trasmessa da Sky. A parte la barista, è l’unica donna del locale, pieno zeppo di Bolognisti sfegatati, quelli nati per soffrire. E’ bella, osta se è bella. Alta, snella, bionda. Ma gli occhi sono di ghiaccio, i lineamenti tirati, la mascella contratta. La sorella cattiva di Clint Eastwood…

Improvvisamente ammutoliti, facciamo ala al suo passaggio verso il bancone. Sorseggia il caffè senza guardare in faccia nessuno. Quando sta per uscire, io, che mi trovo vicino alla porta, glie la apro per farla passare, così, istintivamente, per una sorta di riflesso condizionato dovuto all’educazione ricevuta negli anni giurassici della mia giovinezza. E’ a questo punto che nella giovane ha luogo una incredibile trasformazione. Il suo viso si distende, gli occhi di acquamarina scintillano fissandomi quasi con stupore e la bella bocca si apre in un sorriso di meravigliosa, calda femminilità. Ed io rimango lì, fulminato, mentre lei si rimette il casco e schizza via come una scheggia.
Beh, sapete come funzionano le associazioni di idee. Questo episodio, che risale al tempo in cui il Club “Forza Bologna” aveva ancora la sua sede in Via Tripoli, mi è tornato alla mente leggendo, l’intervista rilasciata da una delle “Belle Romagnole” che, Dio le benedica, appaiono da qualche tempo sulla copertina della Voce. Dove, alla domanda del giornalista, la stupenda imolese Valentina Sbadili risponde: “L’uomo ideale? Quello di una volta. Che riconosci dalla galanteria…Adesso trovi delle “robe” che fai fatica a capire…C’è molta ambiguità, diciamo…” .
Sarà per questo che ci troviamo, sempre più spesso, di fronte alla “donna amazzone”. Un tipo di donna nato per compensare il nuovo modello di un uomo, che non si sente più il Tarzan d’una volta. Un Tarzan che ha cominciato a depilarsi perfino le sopracciglia e ad usare le creme di bellezza. Forse per la disperazione di aver a che fare con una donna che ha imparato a saltare di liana in liana e perfino ad emettere quel famoso urlo di gola che a lui non riesce più.
Per fortuna le nostre belle romagnole, sono tanto sensibili e gentili da suggerirci- direttamente come Valentina o indirettamente come la motociclista di cui vi ho parlato- che non è necessario il “superman” vagheggiato da Nietzsche, “per far emergere dalla donna la donna”, anche se è coperta di tatuaggi, fuma come un turco o si veste come Catwoman..  Basta un uomo convinto che “lei”, comunque decida di atteggiarsi, sia sempre quanto di più bello, completo e meraviglioso abbia concepito il Creato. Un uomo normale. Non “una roba che si fa fatica a capire” come dice Valentina. Un uomo che non sia né un pappamolle né un violento e quindi sappia ancora “corteggiarla”, come una volta. Sono assolutamente convinto che la femminilità non chieda altro, per poter riemergere. Dipende da noi. E un po’ anche da loro. Forse è soltanto questione di educazione.
Tanto per cominciare sto tenendo d’occhio il comportamento dei miei nipotini con l’unica femminuccia. Per ora tutto bene. Forse perché, anche se è lei che comanda, nessuno di loro se ne è ancora accorto.
 
Giuliano Bonizzato

MULTI-ROTARY - Distretto 2072