DALL'ORO NERO ALL'ORO BLU

15 marzo 2016   00:00  

Dall’oro nero all’oro blu. Da un’epoca nella quale controllare l’estrazione e la distribuzione del petrolio ha significato condizionare lo sviluppo di grande parte del mondo, stiamo procedendo a passi spediti verso un’altra epoca nella quale il desiderio di controllo si sta spostando verso l’acqua.

Parliamo di un bene che appare senza fine e invece mentre ne stiamo usando e sprecando sempre di più, gli studiosi hanno acceso l’allarme sui rischi di tali comportamenti, tanto più in presenza di un progressivo controllo dell’acqua da parte di soggetti economici che stanno semplicemente spostando l’attenzione su un liquido di colore diverso.

Di acqua s’è parlato al Club, grazie alla relazione di Luigi Zarotti, rotariano di Reggio Emilia e profondo conoscitore delle dinamiche legate a quello che orami è definito l’oro blu.

Se consideriamo che solo il 2,5% dell’acqua disponibile è utilizzabile dall’uomo, che ne impiega i due terzi fra agricoltura e industria, quell’1% scarso che rimane deve soddisfare una sete crescente.

I numeri sono impressionanti: se un abitante del Madagascar riesce a soddisfare le sue necessità con 10 litri al giorno, un abitante di Los Angeles ne utilizza 1.400.

Nel 2025 la Terra ospiterà circa 8 miliardi di persone. E tutte avranno bisogno di molta acqua, almeno il 20 per cento in più rispetto al consumo attuale, soprattutto per soddisfare la richiesta di cibo.

Alcune stime indicano che nei prossimi anni l'acqua avrà un giro d'affari del valore di centinaia di miliardi di euro. Questa tendenza è legata soprattutto alla privatizzazione della distribuzione dell'acqua che, in particolare in Europa, sta diventando normalità. E questo può portare a trasformare un bene che dovrebbe essere alla portata di tutti, in un prodotto che potrebbe diventare un'importante elemento di trattative economiche del futuro molto vicino.

Sempre di più dunque, l'acqua assumerà un valore politico ben superiore a quello del petrolio e già in molte aree del mondo ci si contendono laghi, fiumi e ghiacciai.

Ma come sempre e come è stato sottolineato anche ieri sera, al di là delle questioni geopolitiche il vero cambiamento di cultura passa per i comportamenti singoli.

Quindi, ad esempio prendere coscienza dell’importanza di evitare gli sprechi.

Per rendersi conto di quanta acqua viene usata ogni giorno nelle azioni più comuni che compiamo, ecco un promemoria: farsi una doccia di 5-10 minuti comporta l’utilizzo di 40-80 litri, 160 per un bagno, 25-40 per un lavaggio in lavastoviglie e anche 150-200 per un lavaggio di piatti a mano, 16 litri per lavarsi i denti, altrettanti richiesti dallo sciacquone e anche 80 per farsi la barba.
Senza arrivare al sacrificio di chi in Africa cammina anche quattro ore per recuperare 10 litri d’acqua, è facile trovare spazi di riduzione degli sprechi.
 

Nel corso della serata è stato anche proiettato un interessante video che riepiloga i temi descritti ed indica anche una strada per l'impegno del Rotary.

Il video è visibile al link https://www.youtube.com/watch?v=DXByOVEGTqI

 

 

 

MULTI-ROTARY - Distretto 2072