CAPIRE L'ARTE CONTEMPORANEA

24 febbraio 2016   00:00  

 Un relatore d’eccezione per capire l’arte contemporanea. L’intervento del Prof. Vittorio D’Augusta, artista di fama internazionale, già Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, ha condotto il Club alla comprensione di come le varie stagioni artistiche abbiano interpretato i medesimi soggetti nella pittura.

“La contraddizione è la chiave di lettura dell’arte contemporanea – ha esordito il relatore – e possiamo leggerla nel famoso dipinto ‘campo di grano’ di Vincent Van Googh, nel quale il grano esprime positività mentre i corvi sono presagio di morte, che infatti arrivò due giorni dopo la conclusione dell’opera”.
L’arte moderna nasce con la scoperta dell’America e dei sistema di stampa a caratteri mobili, mentre il contemporaneo va fatto risalire alla rivoluzione francese poiché i temi forti che la contraddistinsero sono attuali anche oggi, problemi non ancora risolti.
Per la storia dell’arte, il contemporaneo nasce con gli Impressionisti, che si oppongono ad un’arte aristocratica per avvicinarsi alla vita.
“A mio parere meglio considerare l’avvio coi post impressionisti – ha detto D’Augusta – decisi a far prevalere un apporccio che superi la superficialità. Ci sono quattro pittori a mio parere fondamentali per questa origine: Van Googh che ritengo più espressionista che impressionista, Cezanne col suo rigore e la sua geometria, Gauguin e la sua fantastica fuga esotica, Seurat con la sua razionalità analitica e l’idea che il quadro sia una tela bianca da riempire e non una finestra sul mondo. Da qui parte un ventaglio di ricchezze artistiche ancora attuali, fatto di ricerche e di rappresentazioni sempre valide”.
D’Augusta ha poi fissato l’obiettivo su un altro periodo: l’inizio del ‘900.
“E’ l’origine di idee forti che si affermeranno nel secolo scorso, col passaggio dalle utopie al disincanto. L’arte moderna segna la perdita dell’innamoramento, ma non dell’amore che invece assume più consapevolezze”.
Il Prof. Vittorio D’Augusta ha poi rappresentato, proponendo vari quadri, le interpretazioni delle varie stagioni pittoriche. Un mutar edi stili e di materiali.
“L’arte contemporanea, come la nostra società, trasmette inquietudini. E’ importante porsi davanti ad un’opera con un bagaglio di conoscenza, perché non condivido la posizione di chi dice che è bello ciò che piace. In questo modo si sdogana ogni cosa. L’arte non è facile da leggere, altrimenti diventa una illustrazione. Deve costare un po’ di fatica. Se io scrivo la parola ‘accumulare con le lettere affiancate fra loro, è facile leggerla. Se invece scrivo la stessa parola sovrapponendo le lettere, la scivo ugualmente ma leggera è più difficile e ho trasmesso anche l’azione dell’accumulo”.
Serata raffinata, con tante domande, densa di spunti grazie alla qualità del relatore, affiancato dal nostro Giancarlo De Carolis.

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