19/04/2017

A PROPOSITO DI EXTRATERRESTRI, UNA CRONACA MALATESTIANA DI GIBO

BEI TIPI S’INCONTRANO IN TRENO…

Sto tornando da Bologna in treno. Una volta potevo  parcheggiare a due passi dalla Corte d’Appello cavalcando le aiuole della circonvallazione. Ora non so più dove piazzare le quattro ruote. Garage e poi taxi? Allora tanto vale ferrovia e taxi. Stravaccato  sui morbidi sedili, della “Freccia”, apro la borsa per estrarne “Odissea nello spazio “ di Arthur Clarke e ne fuoriesce anche un po’ del cordone dorato della toga. Il mio dirimpettaio, un quarantenne dalla faccia simpatica,che poi scoprirò essere un professore di Lettere, se ne accorge. -“Avvocato e amante della fantascienza, eh? -mi fa sorridendo.” –“Fin da ragazzino-rispondo”  “Anch’io. Quel romanzo lo lessi quindici anni fa, quando uscì in libreria, dopo il  film  – “Già -osservo -  infatti  Clarke  sviluppò quel libro di pari passo con la  sceneggiatura  che gli aveva affidato Kubrik e lo diede alle stampe qualche tempo dopo.- –“Verissimo . Però l’idea di Odissea nello Spazio  nacque nel  regista da un precedente famoso racconto dello scrittore, “ La Sentinella”,  il monolite di cristallo rinvenuto dagli astronauti sulla luna che avrebbe dovuto avvertire gli alieni dei progressi  tecnologici  raggiunti dai terrestri…”  Mi rendo subito conto di aver di fronte un vero intenditore… e…Alè! Partiamo subito in tromba a  discutere  sulla possibilità effettiva  che la terra sia stata visitata in passato da civiltà aliene interessate a seguire da vicino, aiutandola,  l’evoluzione dell’intelligenza umana .  Facciamo a gara ad elencare  i segni che parrebbero attestarne   la presenza. Carte geografiche di 11.000 anni fa di straordinaria precisione identiche a quelle moderne,…Gigantesche linee geometricamente disposte in mezzo ai contrafforti peruviani delle Ande che danno chiaramente l’idea di un aeroporto…Incisioni rupestri rinvenute un po’ in tutto il mondo  raffiguranti le medesime identiche figure di persone gigantesche in goffe tute e antenne sulla testa…Graffiti di  navi spaziali  che riproducono sbalorditivi particolari di  strumentazione… -“ E poi c’è la Bibbia- dice il mio compagno di viaggio- dove il profeta Elia viene rapito in cielo da un oggetto volante misterioso. E dove un’altro  profeta,  Ezechiele descrive in tutti i particolari costruttivi –sia esterni che interni -il veicolo spaziale nel quale viene invitato dagli “angeli” ad entrare …  E che dire di Sodoma e Gomorra ? Personalmente e per un mucchio di ragioni,  mi sono convinto che la distruzione di quelle due città debba attribuirsi agli alieni! “. –“Accidenti -faccio io- ci avevo pensato anch’io quando lessi che la zona ha tuttora valori elevati di radioattività…Ma mi dica lei come c’è arrivato. La cosa mi interessa moltissimo in quanto non sono mai riuscito a conciliare il Dio paterno e compassionevole di Gesù col Geova Vendicatore dell’Antico Testamento!”
–Bene. Tanto per cominciare  i due “angeli” ospitati da Lot, vennero subito notati  dalla popolazione per il loro bellissimo  aspetto. E quando vennero assaliti dai Sodomiti,  li fecero fuori -come si legge testualmente nel Libro- fulminandoli con micidiali  raggi abbaglianti scaturiti dalle loro mani… E’ anche pacifico che la contemporanea distruzione delle due città  sia stata preceduta da una sorta di   “conto alla rovescia”, altrimenti non si spiegherebbe  la fretta  con  la quale gli “angeli” sollecitarono Lot  a fuggire  a  rifugiarsi  tra i monti.  E le  pareti di roccia non sono forse l’ unica  valida difesa dagli effetti  di una esplosione nucleare? E che dire della moglie di Lot, che nonostante le raccomandazioni degli “angeli”, curiosa come tutte le donne, si voltò e cadde morta stecchita? E’ ciò che capita a chi fissa  il  “sole” atomico!  E, per finire, come diceva lei,  la zona è notevolmente radioattiva...  Insomma , proseguendo nelle mie letture, mi convinsi sempre più  che parecchio di ciò che, nella Bibbia, viene attribuito a Dio  sia stata invece opera degli extraterrestri: selezione mirata  a scopo eugenetico, inseminazione a distanza di donne terrestri in virtù  di una avanzatissima tecnologia aliena… ”.  Ma  la “Freccia”  è ormai arrivata alla Stazione di Rimini. Io scendo, il Professore  prosegue. Ci salutiamo come vecchi amici  dopo esserci scambiati gli indirizzi elettronici. Bei tipi si incontrano in  treno! Un altro vantaggio per chi ha ormai deciso di usare la macchina soltanto  durante le ferie…

 

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